DIRETTIVA MINNITI, STRETTA SU SMARTPHONE E ALCOOL.

Il numero complessivo degli incidenti stradali risulta in calo del 3,5% rispetto all’anno scorso (39.049 contro 40.466, al 16 luglio), ma sulle strade del nostro Paese la mortalità è aumentata, raggiungendo livelli che non venivano toccati dal 2001: nei primi sei mesi di quest’anno si sono registrate 800 vittime, contro le 745 della prima metà del 2016 (+7,4%). Un dato che il dipartimento di Pubblica Sicurezza ha definito “allarmante”, e che ha spinto il ministero dell’Interno a scendere in campo con una direttiva volta a invertire la tendenza.
Intervenire sulle cause.

Lo spirito dell’iniziativa, varata dal titolare del dicastero Marco Minniti, è quello di intervenire sulle cause principali dell’incremento del fenomeno, dal consumo di alcol e stupefacenti al mancato utilizzo di cinture e casco, fino all’uso dello smartphone alla guida. È su quest’ultimo fronte, in effetti, che l’azione di contrasto dovrà essere più incisiva.
Boom di multe per l’uso dello smartphone.
Secondo i dati del Viminale, in un contesto di riduzione complessiva delle sanzioni (-10,5%, con una punta del -26,8% per quelle relative a eccesso di velocità) le multe per l’uso del cellulare al volante sono aumentate del 15,1%, passando dalle 23.011 dei primi sei mesi del 2016 alle attuali 26.948.
Il nuovo disciplinare tecnico.
In questo quadro, la direttiva Minniti sottolinea anche la nuova funzione che dovranno avere i controlli e la tecnologia, chiamati ad assumere un ruolo preventivo, e non più meramente sanzionatorio. Il documento ministeriale comprende nei suoi allegati un disciplinare tecnico aggiornato in base al quale i prefetti, competenti per l’attuazione della direttiva, dovranno intraprendere una serie di nuove misure.
Le novità comprendono:
– Il costante monitoraggio sulla collocazione dei sistemi di rilevazione della velocità affinché risultino motivati esclusivamente da condivise esigenze di sicurezza stradale;
– La riclassificazione e più efficiente definizione dei sistemi di rilevamento della velocità in tre grandi categorie: fissi (es. il Tutor e il Vergilius), temporanei (l’autovelox) e mobili (apparecchiatura utilizzata da un veicolo in movimento);
– La taratura e verifica della funzionalità delle apparecchiature, che avverrà con cadenza annuale, come peraltro stabilito dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 113 del 29 aprile 2015;
– Una precisa delimitazione delle attività di assistenza tecnica dei soggetti privati, che non devono mai interferire con quella dell’organo di polizia e comunque devono essere svolte sotto il controllo di quest’ultimo;
– Le spese di accertamento gravanti sul trasgressore, che dovranno essere ben circostanziate e documentate;
– La possibilità di effettuare riprese frontali con dispositivi da remoto purché si proceda all’oscuramento automatico dell’abitacolo e quindi al non riconoscimento delle persone a bordo del veicolo;
– Regole più puntuali, utilizzando apposito cartello, per presegnalare e rendere visibili le postazioni di controllo della velocità, che potranno funzionare anche su entrambi i sensi di marcia. Quattroruote